Pubblicità

Dai tetti di Saigon alle piste di Kabul

Dai tetti di Saigon alle piste di Kabul, l’eredità dell’impero in due tragiche istantanee. Una, una disperata corsa dal Vietnam, l’altra una fuga frenetica dall’Afghanistan. Decenni di distanza, ma la stessa storia di smisurata superiorità imperiale che crolla nell’umiliazione.
Persino all’apice del potere degli Stati Uniti, non riusciva a sconfiggere gli eserciti contadini in sandali, affidandosi invece ai bombardamenti a tappeto e ai giochi dei colpi di Stato della CIA. Flettendo i muscoli alle feste di matrimonio e sui pastori di capre, ma perdendo sempre quando il fumo si dirada.
Ora, l’impero non solo perde le guerre, perde la trama. Saigon fu un’umiliazione. Kabul crollo imperiale in piena regola, trasmesso in streaming in tempo reale perché il mondo lo vedesse. E cosa è successo dopo? La disperata scommessa per procura in Ucraina, dove i migliori “strateghi” della NATO sono stati surclassati dai maestri di scacchi russi. Il secolo americano non si è concluso con una parata vittoriosa, ma con civili aggrappati agli aerei e i signori della guerra che riprendono i palazzi. Da qui in poi è tutto in discesa: il Sud del mondo in ascesa, il mondo multipolare in ascesa e l’impero che non ha dove scappare.

Geopolitics.Cn